Quante leggi antidroga si sono alternate nel corso degli ultimi anni? Di tutte i tipi: punitive, rieducative… Dalla Fini-Giovanardi (per un breve riassunto cliccate qui) al ddl Turco-Ferrero… Tutte leggi rivolte alla società… Ma che accade dentro le mura dove queste leggi vengono “disegnate”, emendate, modificate e promulgate? Qui si crea un alone di mistero nemmeno troppo fitto… Si sa che nei salotti della politica non si radunano degli stinchi di santi… Spesso più che salotti sono saloon del Far West dove si ritrovano personaggi di qualsiasi specie… Le notizie che fanno sapere che i politici fanno uso di sostanze stupefacenti ogni tanto escono facendo scalpore e per qualche giorno tutti alziamo la voce indignati dicendo “Ecco, la politica è un mondo marcio” o frasi di questo tipo… Nulla di più vero ma credo che questi sfoghi spesso siano anche “comodi” a questo mondo di discutibile moralità… In fondo è come quando si ha un piccolo sfogo emotivo dato da un periodo di stress, dopo il quale torna tutto come prima (stesso ritmo, stesse cose, stesso stress che si accumula ma non si cambia nulla)… Può sembrare che questa sia una crociata contro la politica o in ogni caso una sterile polemica ma credo che quando ci sono politici si permettono di condannare persone che fanno uso di cannabis mentre loro fanno utilizzo di droghe molto più pericolose, pesanti e probabilmente legate ad ambienti della criminalità organizzata (se non addirittura di carattere mafioso) come la cocaina si contraddicono e non poco dimostrandosi, tra l’altro, non solo un pessimo esempio per i cittadini ma anche appartenenti ad una casta che non è sottoposta di fatto alle stesse regole e alle stesse leggi degli altri cittadini italiani… Insomma: politica per furbizia e per interessi e non per ideali e lotta…
Andiamo a vedere solo gli ultimi casi più eclatanti che hanno riguardato esponenti politici, partendo “solamente” dal 2002… Partiamo dal caso di Gianfranco Micchichè, nel 2002 viceministro dell’Economia e delle Finanze del secondo governo Berlusconi… La vicenda viene riassunta brevemente sulla pagina che riguarda il Miccichè su Wikipedia e in maniera più dettagliata in un articolo di RaiNews 24… Riassumendo in breve, il viceministro venne accusato di ricevere droga all’interno del palazzo del ministero da un certo Alessandro Martello, uno spacciatore di un certo calibro… Queste informazioni sono state rilevate grazie alle intercettazioni delle telefonate tra Miccichè è altre persone coinvolte… Inoltre Martello è stato visto più volte entrare ed uscire senza controlli o identificazioni da parte del personale di guardia nel palazzo del ministero dell’Economia e delle Finanze… Ricordo che sto riportando in modo riassuntivo alcuni passaggi dell’articolo di una fonte autorevole come RaiNews 24…. Come è andata a finire? Ora Micchichè, che non è nuovo a “stranezze politiche” (leggete questo passaggio preso dalla pagina del programma Report) è Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana (praticamente continua a fare il parlamentare visto che i consiglieri regionali siciliani sono equiparati ai parlamentari che legiferano a Roma in quanto una legge dello Stato equipara l’Assemble Regionale Siciliana al Senato della Repubblica… Come tali quelli che dalle altre parti si chiamano “consiglieri” a Palermo invece sono “onorevoli”… E dove potevano stare gli “uomini d’onore” se non lì? “Battute” a parte andrebbero in raltà definiti “senatori”) quindi possiamo dire che se la passa bene: ottimo guadagno con sforzo zero vedendo quali sono i ritmi di legiferazione dell’organo… Se non ci credete guardate il video anche se un po’ datato (scaricabile da questa pagina) che tratta delle Regioni a Statuto Speciale preso da Report… In ogni caso l’ex viceministro aveva già avuto precedenti riguardo alla droga… Cliccate i link sopra e andate a leggere: lì troverete un po’ di informazioni…
Ma torniamo al tema iniziale… Droga e politici… Un altro caso che ha fatto molto discutere è stata l’inchiesta de Le Iene riguardante l’uso di sostanze stupefacenti nelle stanze del potere… Il risultato di un astuto stratagemma (un test all’insaputa delle “povere vittime”) è stato che un parlamentare su tre fa uso di droghe: 16 su 50 parlamentari sono risultati positivi ad un test a tampone, 12 alla cannabis e 4 alla cocaina… Non una grande pubblicità per la già malandata politica italiana… E soprattutto uno schiaffo al moralismo ipocrita della classe dirigente… Ovviamente non sono mancate le polemiche e il video è stato bloccato dal Garante sulla Privacy, il programma di Italia 1 è stato denunciato e la questione si sta concludendo con un patteggiamento… Diciamo che anche il Garante è stato fin troppo garantista nel garantire i diritti, già per altro ampiamente garantiti ai politici… Infatti se leggete bene questo articolo potrete capire come il Garante, forse, abbia garantito un “aiutino” ai nostri “rappresentanti”…. In molti hanno condannato il comportamento de Le Iene ma qualcuno, a questo punto, aveva sostenuto un’azione verità: Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, aveva proposto un test antidroga per tutti i parlamentari, ovviamente proposta caduta nel vuoto… Sarebbe stato come chiedere oggi ad un ciclista di fare il test antidoping volontariamente: in quanti risponderebbero “presente”?… Sta di fatto che la positività c’è e le percentuali statistiche sono impressionanti… Personalmente credo che se i dati fossero veri si potrebbe affermare che la percentuale dei politici che fa uso di droghe è maggiore rispetto alla percentuale del resto della popolazione italiana… Non è molto incoraggiante no? E poi vengono a parlare di leggi anti droga che magari condannano i consumatori a pene pecuniarie altissime se non a provvedimenti di carattere penale? A questi politici dico: prima di assumere certe posizioni ci vorrebbe un bell’esame di coscienza oltre che, per molti, anche qualche capatina ai Sert (Servizio Tossicodipendenze) o qualche soggiorno in qualche comunità di recupero… Alla fine sono tutti lì… Senza problemi… In fondo loro mica si mettono al volante dopo una pippata… C’hanno l’autista che li scarrozza in giro…
E arriviamo alle notizie fresche fresche… Questi politici che vogliono far rivivere la Dolce Vita di Fellini credendo che per questo basti fare la Bella Vita (circa quella che si vede in quel programma spazzatura dal nome Lucignolo)… Un parlamentare, che ovviamente non viene citato nemmeno per iniziali, era presente, e forse il vero protagonista, ad un festino a base di alcol, droga, sesso, annessi e connessi… Le cose erano fatte in grande: l’hotel dove si svolgeva il festino era popodimenoche l’Hotel Flora, quello in cui Marcello Mastroianni andava a prendere Anita Ekberg nel celeberrimo film felliniano… Non tutto è andato bene però: una delle ragazze squillo presenti si è sentita male per aver assunto cocaina… Insomma eccoci di nuovo al punto di partenza… Già il fatto che non si dica il nome o le iniziali del parlamentare credo che sia quantomeno ingiusto…
A questo punto io mi chiedo: cosa si può fare? Perchè esiste un simile lassismo nei confronti di questi fatti? La politica non può essere esente da responsabilità anche di questo tipo e non solo per quanto riguarda le leggi e i massimi sistemi… I politici non sono solo personaggi pubblici ma dovrebbero agire per il bene dello Stato e della comunità dei cittadini (almeno queste dovrebbero essere le intenzioni che muovono i politici) e per questo essere d’esempio per quest’ultima… Questo vuol dire che nel momento che la classe politica sbaglia (o un politico sbaglia) anche per quanto riguarda una questione di droga (che non si limita al semplice uso personale ma che spesso va a coinvolgere anche sfere criminose) , proprio perchè dovrebbero essere di esempio per i cittadini, i provvedimenti dovrebbero essere esemplari… Non solo a livello giudiziario: anche i regolamenti delle Camere parlamentari dovrebbero imporre una certa condotta di vita, dentro e fuori il Parlamento da parte di chi lì dentro è stato investito dal popolo di un compito serio ed importante: fare l’interesse della collettività…
Dal corriere della sera, versione on line di oggi:
“Cesa sottolinea anche il «problema» dei parlamentari che vivono a Roma da fuori sede, «e fuori dalla loro città hanno una vita abbastanza dura» [..] bisognerebbe pensare, propone, all’ipotesi di un ricongiungimento familiare: più soldi a deputati e senatori, quindi, per poter permettere il trasferimento delle loro famiglie a Roma.”
Eh sì. Che vita durisssssima.
Certe cose non meritano commenti… Ma che abbiamo fatto di male per meritarcelo?
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