“Tu chiamale se vuoi elezioni”… Questo per parafrasare le parole di Mogol cantate da Lucio Battisti… Le chiamiamo elezioni sta cosa? La nascita del Pd e il governo Prodi con tutto l’esercito di ministri mi aveva fatto davvero passare la voglia di scrivere… Sapete che io adoro la polemica, dire la mia su tutto e su tutti… Ma sinceramente come posso parlare di cose che non meritano commento? Si sto parlando della situazione politica italiana… Di sicuro è in cambiamento ma dobbiamo vedere se stiamo subendo una evoluzione o una involuzione…
Vedendo l’entusiasmo di Sivio B. e Walter V. sembrerebbe che tutto stia andando avanti… Certo ma mi chiedo: c’è qualcuno che guarda indietro e ogni tanti si guarda anche attorno? No perchè sinceramente io ho come l’impressione che in Italia ce l’abbiano tanto menata con la globalizzazione per quanto riguarda economia e salari (mettendocela indovinate dove? Giustissimo!! Intendevo proprio lì) per poi proporci un modello politico che non esiste da nessuna parte… Soprattutto in Europa… Giustamente uno dirà “Beh ma non dobbiamo mica sempre copiare da qualcuno no?”… Ripeto che questa è una obiezione giusta… Se non fosse che qui non solo siamo fuori dagli schemi tradizionali europei ma siamo fuori anche dagli schemi costituzionali… Questo, lo ammetto, non sono ragionamenti solo miei ma che mi sono illuminati nella testa sentendo Giulietto Chiesa che diceva che la nostra è una Repubblica Parlamentare nella quale si eleggono i rappresentanti che vanno in Parlamento… Non si elegge il Presidente del Consiglio… Per quello ci pensa il Presidente della Repubblica che incarica un personaggio di prestigio (di solito dalle fila del partito di maggioranza) di formare un governo che poi viene sottoposto a fiducia dalle camere… Ma allora perché tutto sto parlare di Berlusconi Presidente, Veltroni Presidente, Boselli Presidente (di lui in realtà si parla pochino…), Bertinotti Presidente, Santanché Presidente e Casini Presidente? (Li cito tutti per non escludere qualcuno…)… Questo lo permette la legge elettorale ma la Costituzione non sembra prevederlo… Ora capisco che la Corte Costituzionale ha da giudicare una serie di incostituzionalità uscite dalle scelte politiche degli ultimi anni ma una legge elettorale va giudicata soprattutto dopo lo schifo che ha provocato e continua a provocare… E che non mi si venga a dire che la legge elettorale non interessa ai cittadini… Se non fosse così allora la politica si ridurrebbe al solo populismo e il populismo e la demagogia sono dei pilastri delle dittature… Detto questo aggiungo: ma se è vero che noi dobbiamo avere un nostro modello perché ne abbiamo scelto uno che ci mette fuori dall’Europa? Anche qui: per anni è stata portata avanti la politica dell’Europa come ancora di salvezza e poi si fanno partiti che non si sa dove si possano collocare. Parlo proprio del Pd che non è più socialista ma non è nemmeno democristiano (o popolare)… E allora dove lo mettiamo? Non penseremo di poter proporre un modello simile anche altrove… Va ricordato che in Spagna il PSOE (il Partito Socialista Spagnolo) è arrivato nelle elezioni del 9 marzo al 43%, mentre la SPD (Partito Socialdemocratico Tedesco) viaggia costantemente oltre il 33%… Vogliamo nominare anche il Labour Party inglese o il PS francese, che sebbene in difficoltà comunque mantiene una grande tradizione? Insomma il loro modello già ce l’hanno nel resto d’Europa e sembra molto diverso dal nostro… O meglio dal loro visto che io non voterò di sicuro per Veltroni. Ammetto comunque che non ho molta voglia di andare a votare: insomma sono deluso dalla politica, dai partiti personali, dai partiti leggeri… Perché non c’è un ricambio? Basta chiedersi “Chi fa ancora politica?” e poi si capisce il perché… Una volta il PCI era un partito centralista e forse non ammetteva troppi scostamenti (il PSI era più vario nelle sue correnti) ma la presenza delle Case del Popolo, delle Sezioni di Partito, dei Dopolavoro permetteva di discutere di politica, anche davanti alla gente, e di pensare e confrontarsi… Per non parlare poi delle “scuole di partito” che forse non erano il massimo dell’espressione democratica ma formavano politici preparati e presentabili… Oggi invece ci troviamo gente che è vergognosa (basta guardare le sceneggiate ripugnevoli che si vedono nei due rami del Parlamento) e impresentabile… Che fanno leggi senza sapere nemmeno l’abc, ma non della giurisprudenza: dell’alfabeto intendo!!! E poi, oggi ogni partito, dal più grande al più piccolo, presenta spazi di democrazia al suo interno che davvero sono minimi… O così o così oppure sei fuori… E allora dov’è la dialettica? Il confronto? La proposta? La politica insomma dov’é?
Queste sono solo alcune cose che mi spingono a dire che non ho voglia di votare… Ma alla fine lo farò, ancora una volta, come sempre… Non ho mai avuto paura nemmeno del quorum dei referendum perché credo che votare sia un diritto ma soprattutto un dovere… Ma credo che anche annullare una scheda o non andare a votare spesso sia un dovere, o quantomeno un modo per far capire che noi siamo cittadini consapevoli di quale sia il nostro diritto e il nostro dovere ma è bene che capiscano anche “lor signori” che anche loro hanno tanti doveri e non solo un’infinità di diritti…