2008: ANNO DI ANNIVERSARI E RICORRENZE
Marzo 13, 2008 di dottormitch
Come vi ho già detto in qualche post diversi mesi or sono seguo assieme a due ragazze (Alice e Giovanna) il blog Per il mio futuro. Riporto qui sotto uno degli ultimi post di cui sono stato autore che “celebra” il 2008 ricordandone alcuni suoi anniversari e ricorrenze… Perché viviamo in un anno che è davvero denso di cose da ricordare…
“Quando scatta il primo gennaio di ogni anno non pensiamo a quali avvenimenti andremo a festeggiare o a ricordare. Mano a mano che passano i giorni e i mesi ci rendiamo conto, leggendo i giornali, guardando la tv o consultando internet, che quello che stiamo vivendo è un anno nel quqle ricorrono numerosi anniversari. Questo è il caso del 2008 che vede, per tutti i suoi 12 mesi, un calendario pieno di trentennali e quarantennali che forse vale la pena di ricordare anche qui.
L’1 gennaio del 1948 entra in vigore la Costituzione Repubblicana, che dopo gli anni del fascismo e della guerra pone le basi per una vita, politica e civile, proiettata verso la democrazia e la libertà. La nostra Carta Costituzionale, oggi sessantenne, si pose fin da subito come avanzata e garantista dei diritti di tutti i cittadini tanto che ancora oggi, sebbene necessiti di una revisione in alcune sue parti, viene considerata una delle migliori al mondo. Per noi trentini il 1948 è stato un anno molto importante: il 26 febbraio viene firmato il Pimo Statuto di Autonomia della Regione Trentino-Alto Aidge, provvedimento che mise in pratica l’accordo De Gasperi-Gruber siglato a Parigi il 5 settembre del 1946. Questo fu un momento importante non solo per la politica locale ma anche per la geopolitica europea oltre che per garantire la convivenza di diversi gruppi linguistici e culturali. Oggi la situazione del Trentino-Alto Adige (che con il secondo statuto del 1972 hanno rafforzato la loro autonomia e autodeterminazione con la formazione di due province autonome) è presa come esempio per risolvere altre situazioni difficili di convivenza politica e civile tra culture diverse.
Sulla scia degli orrori della guerra e del nazifascismo l’Onu (nata il 24 ottobre 1945 per sostituire la deludente Società delle Nazioni sorta dopo il primo conflitto mondiale) decise di stilare un documento che mettesse al centro la difesa dei diritti degli uomini: il 10 dicembre del 1948, così, venne firmata la Carta dei diritti umani, stabilendo dei diritti inviolabili verso la persona umana.
Raccontare ogni ricorrenza sarà difficile; per questo devo saltare da un periodo all’altro. Il balzo non è certo casuale e arriviamo ad uno degli anni centrali, a livello mondiale, della seconda metà del Novecento: il Sessantotto. Questo fu un anno mitico, nel vero senso della parola, durante il quale l’intero globo era in fermento non solo contro qualcosa ma anche per qualcosa. Con tutti gli eccessi che ci furono non si può negare che fu un periodo nel quale vennero affrontati temi delicati, in cui la sensibità mondiale si scosse. Certo il ‘68 fu l’apice di un movimento nuovo (che prese piede nel movimento studentesco già nel 1964 negli Usa a Berkeley e nel 1966 in Italia a Trento alla Facoltà di Sociologia) che iniziò qualche anno prima ma in quell’anno si concentrarono eventi che fecero di quest’anno un punto di svolta: l’occupazione delle università e delle fabbriche in Italia, il maggio parigino, la Primavera di Praga, la strage in Piazza delle 3 Culture (Piazza Tlatelolco) a Città del Messico. Questo per ricordare alcuni dei fatti che hanno caratterizzato, a livello mondiale, quel periodo. Non dimentichiamoci poi che in quell’anno vennero uccisi due grandissime personalità come Martin Luther King e Bob Kennedy. E sul Sessantotto sarebbe importante parlare di tutte le manifestazioni culturali e musicali che ebbero modo di sfogarsi, ma su questo ci vorrebbe davvero un post a parte.
Ma il 1968 fu l’anno del terremoto del Belice, in Sicilia, dove nella notte tra il 14 e il 15 gennaio la terra tremò: la scossa raggiunse il 6.4° della Scala Richter; i comuni colpiti furono 21, le province 3, quelle di Agrigento, Palermo e Trapani; i comuni di Gibellina, Poggioreale, Salaparuta e Montevago vennero rasi al suolo dal sisma, le vittima furono 370, un migliaio i feriti e ben 70.000 i senzatetto.
Il 16 marzo 2008 cadrà il trentennale di un altro fatto italiano che ha sconvolto la nostra politica e interrotto il dialogo tra i due più grandi partiti del tempo, la Dc di Aldo Moro e il Pci di Enrico Berlinguer. Sto parlando di Aldo Moro, 5 volte presidente del Consiglio e presidente della Democrazia Cristiana. Un caso ancora intriso di mistero del quale si sa solo che a rapirlo e ucciderlo siano state le Brigate Rosse. Ancora enormi sono infatti i dubbi e le domande a riguardo a chi avesse avuto interesse, anche a livello internazionale, a rapire e uccidere il Presidente Moro. Moro venne rapito il 16 marzo del 1978 in via Fani a Roma da un gruppo di brigatisti comandati da Mario Moretti. In quell’agguato tutti gli uomini della scorta morirono. Dopo 55 giorni di prigionia in un appartamento in via Gradoli, sempre a Roma, Moro venne dichiarato colpevole e condannato a morte: il suoi corpo venne trovato il 9 maggio in via Caetani, a metà strada tra le sedi centrali di Dc e Pci. Ancora oggi ci si chiede se le Br abbiano agito da sole o se abbiano avuto agevolazioni o sostegni (diretti o indiretti) da politici, servizi segreti (italiani o stranieri) o da potenze estere (leggi Usa e Urss). La morte di Aldo Moro ha messo fine al “compromesso storico”, un tentativo di unione di intenti per cercare di rafforzare la debole democrazia italiana.
Ancora un balzo di altri 10 anni (29 dicembre 1988), l’ultimo, per raccontare la fine della guerra tra Iran e Iraq, che causò oltre 1,5 milioni di morti e che vide l’utilizzo di terribili armi chimiche che sterminarono interi villaggi.
Il 2008 forse non sarà un anno da ricordare ma, sicuramente, è un anno per ricordare”
Dall’omonimo post del 06 marzo 2008 del blog Per il mio futuro