Qualche tempo fa ero a Verona, ormai la mia seconda città… Avevo appena consegnato la tesi in segreteria, mangiato un kebab e deciso di andare alla Fnac per vedere che c’era di interessante tra computer, libri e dischi… Ho come sempre comprato qualche libro (l’editoria italiana mi ringrazierà un giorno per il mio feticismo librario)… Per restare sul leggero mi sono dato alla filosofia: il Gorgia di Platone e poi con un salto temporale-siderale Tommaso Moro (o Thomas Moore per i puristi) con l’Utopia… Roba che si legge facilmente… Poi sono passato al reparto musica e mi sono illuminato quando ho visto Cat Stevens (per il sito ufficiale vedi qui) con un The very best of… Era da un po’ che volevo prendermi qualcosa di questo grande autore (nato con il nome di Stephen Demetre Georgiou a Londra il 21 luglio 1948 e che dopo essersi convertito alla religione musulmana ha preso il nome di Yusuf Islam)… Appena arrivato a casa ho scartato il cd, l’ho messo nel lettore e mi sono fasciato le orecchie con le mie mitiche cuffie… Sono partito dalla prima traccia della raccolta ma già la track numero due era Father & son, il suo capolavoro…
Padri e figli… Qui credo che ci sia il riassunto della storia dell’umanità… Le generazioni che si susseguono, che si evolvono e si involvono… Il figlio che si ribella all’autorità paterna o magari il padre che desidererebbe un figlio più ribelle… Farne una questione sociologica credo che sarebbe difficile data la mia inesperienza nel settore paterno e la mia scarsa preparazione sotto il punto di vista sociologico… Quello che mi resta di fare è parlare della mia esperienza… E credo che sia significativo che questa mia voglia di parlare di questo argomento parta proprio da Father and son, padre e figlio che si parlano, si confrontano e, forse, si scontrano. Prima di partire con la mia disquisizione vi consiglio di guardarvi i video di Cat che riporto qui sotto. Il primo è il videoclip originale del brano
il secondo un live
mentre il terzo è una versione recentissima del 2007 quando già si chiamava Yusuf Islam…
Ascoltate queste parole ora possiamo cominciare…
Padri e figli… Un tema che ha attraversato la storia… “Oggi i figli stanno peggio dei padri…” è una frase ricorrente nel linguaggio politico odierno… Pensiamo poi allo scontro generazionale di fine anni Sessanta che in qualche modo ha messo di fronte i padri e i figli… Ognuno nel suo piccolo sul tema credo che abbia la propria esperienza da portare perché tutti siamo stati figli e alcuni (forse molti) di quelli che leggeranno queste righe sono anche padri… Io porterei la mia… In questo post, come è ovvio visto il tema, parlo di me anche se sapete che è una cosa che comunque faccio raramente… Il rapporto con il mio papà è strano: sotto certi aspetti estremamente positivo, affiatato… Sotto altri invece denso di incomprensioni… Questo da dove nasce? Da molte cose… Mio padre ha sempre cercato di coinvolgermi in molte cose che lui piacevano o comunque di seguirmi in quelle che piacevano a me… Possono sembrare piccole cose ma mi ha portato in montagna con lui, ogni tanto a pescare, mi ha sempre seguito negli sport che mi piacevano (calcio e atletica) venendomi a vedere per tutto il Trentino tutte le settimane… Però so quanto anche abbia investito su di me (assieme a mia madre)… Io per loro sono stato un investimento (e lo dico in senso molto positivo) e questo per me è un onore ma anche un onere… E la paura di deluderli (e forse di averli già delusi) mi perseguita… La reazione è una sorta di freddezza tra di noi anche se il bene non si discute e non è mai cambiato… Tutto è iniziato quando io, secondo i miei, seguivo con troppa attenzione la radio dell’Università di Verona: cosa poteva darmi di più di quello che mi aveva già dato? Dovevo cercarmi qualcosa di più da fare… Per me invece è stata un’ottima palestra per molte cose: parlare ad un microfono, fare un’intervista, capire e fare la vita del redattore, lavorare in gruppo… Ho acquisito competenze insomma… Poi la strada che volevo intraprendere è la strada dell’audio… E non so quanto questa sia condivisa dai miei… Quello che però un po’ mi pesa è la responsabilità di dire “Loro hanno investito su di me…”… Ora sia chiaro: tutta la mia vita l’ho decisa io… Ho scelto io le scuole superiori che volevo fare e anche il corso di laurea… Hanno riposto in me totale fiducia ma so che proprio per questo non è stato solo un investimento economico per farne uscire un laureato con lode ma anche quello di formare una persona a scegliere nella vita… A fare scelte importanti!! Ora però ho tante strade in testa… Una è White, la cooperativa che con alcuni amici di Verona ho fondato, altre saranno altre possibilità che mi porteranno a formarmi ancora e a intraprendere altre possibilità professionali… So, comunque, che questi saranno passaggi che mi porteranno a qualcosa di più… Ed è proprio a questo qualcosa di più che è legato il mio silenzio… Il silenzio che a volte aleggia con mio papà: vorrei tornare a casa e dirgli “papà senti che cosa bella che mi è accaduta…”… Una cosa bella non per me e nemmeno per lui ma per entrambi… Qualcosa che lo emozioni, come l’ho sentito piangere al telefono il giorno della mia laurea… Che lo renda fiero… Questo quello che mi fa tacere: la consapevolezza che non sto rendendo fiero mio padre… Una responsabilità che mi pesa… Non so se questo sia un problema generazionale o un problema mio… Io però non volevo deluderlo né andargli contro in qualche modo… Su troppe cose la vediamo nello stesso modo (sebbene poi le sfumature che ci distinguono e un carattere sotto certi aspetti molto simile ci inducano a discutere sempre…) per andarci contro… Solo che voglio renderlo fiero, orgoglioso di me e di quello che ho fatto… E ancora non sono riuscito a fare questo…
Pensavo avesi abbandonato il blog! Invece sei tornato a scrivere… grande!!!
Mitico mitch, sempre un piacere leggere i tuoi post!
Mi allego ai primi due commenti, sul fatto che finalmete sei tornato a scrivere e che è un piacere leggere i tuoi post
Con quest’ ultimo in oltre mi hai stupito, positivamente, perche’ hia effrontato un argomento che riguarda il tuo personale…
Conoscendoti diciamo dai, da un annetto circa, ho sempre notato questo bel rapporto che hai con i tuoi genitori.. di quanto ci tieni renderli felici, e orgogliosi di te… e questo è una cosa bella, ma che allo stesso tempo è un peso, credo che sia un peso un po’ per tutti i figli, anche noi figlie abbiamo questa, diciamo responsabilità sulle spalle… io pure mi sento questo fardello, anche se il rapporto con mio padre diciamo non e’ dei piu’ affiatati e splendidi… ma un po’ tutta la mia situazione in famiglia e’ cosi’… (per farla breve) ma credo che i nostri genitori saranno fieri ma soprattutto sereni quando vedono che noi lo siamo, e che riusciamo a sueperare ostacoli come quello di trovare un lavoro che a noi piace e che ci rende felici, e che soprattutto ci riusciamo quando ci è costata fatica per ottenerlo, magari anche discutendo con loro, o distaccandoci un po’ da loro, perche’ semplicemente non ci capiscono, o non capiscono cosa stiamo facendo, e perche’…. A volte non hanno la pazienza di restare ad osserevare, di aspettare qualche nostra risposta… a quello che stiamo cercando.
Ora non mi sono propio soffermata a parlare del rapporto con mio padre perche’ e’ alquanto delicato, perche’ penso di averlo sempre deluso, fin da piccola.. o almeno non mi ha mai fatto capire di essere minimamente fiero di me… quindi anche se lo fosse… (ammesso e non concesso) non ne sono sicura..ha sempre dato poca considerazione ai miei pensieri e idee, oppure quello che dicevo e dico sepsso e’ sbagliato… qeuindi, non ho smesso di pensare e espriemere le idee e’ che lo faccio ancora di più… pur sempre con un certo “timore”.. ecco, bene ho parlato pure io del mio rapporto con mio papà ( che sia ben chiaro che cmq e’ sempre mio padre..)
Bhe il rapporto padri-figli/e sara’ sempre complicato… ma penso che quando vedono la nostra felicità e serenità, che ci siamo impegnati, sforzati per ottenere quel che vogliamo dalla nostra vita… bhe penso che cmq vada saranno sì, orgogliosi e firei di noi… devono solo avere un po’ di pazienza…caspita!!
Spero di non essermi dilungata troppo… non di aver fatto perdere il fiolo del discorso e dell’ argomento… ci ho tenuto a farmi sentire pure io.
Ciao,
Frà