Il 25 aprile è il giorno della libertà italiana…
Aprile 25, 2008 di dottormitch
Il 25 aprile è festa nazionale. Chissà quanti sanno il perché… Non mi stupirei se fossero in pochi a saperlo… Non che questo sarebbe normale visto che è un giorno particolare per il nostro Paese. Il 25 aprile del 1945 l’Italia è stata liberata (ma anche si è liberata) dal nazi-fascismo… A dir poco fondamentali sono stati gli Alleati che hanno fronteggiato le truppe dell’Asse. Non dimentichiamoci però che l’importanza che ebbe la partigianeria: da dietro i partigiani contribuirono a logorare l’esercito del Reich. Per l’Italia e gli italiani fu importante presentarsi agli anglo-americani come un popolo che seppe sconfiggere l’oppressore: quando l’esercito degli Alleati giunse al nord, infatti, le maggiori città, tra le quali Genova, Torino e Milano, erano state liberate.
Ancora oggi si ricorda come simbolo della Liberazione le parole di Sandro Pertini che dichiarava Milano libera e che annunciava la sconfitta del nazi-fascismo. Questo grazie a uomini, donne e ragazzi (spesso poco più che bambini) che prestarono la propria vita per la causa della libertà, la loro ma soprattutto la nostra. Ora noi non possiamo che rendere omaggio a coloro che questa vita, che avevano prestato per la Liberazione, non l’ebbero più indietro, morendo nei combattimenti o catturati dal nemico. Va ammesso che forte è il senso di revisionismo storico che punta, non tanto ad andare a vedere se qualcosa era poco corretto nei partigiani, ma a equiparare occupanti con gli occupati, aggressori con gli aggrediti… Questo però non è il momento della polemica ma del ricordo: con un pensiero che deve andare indietro nel tempo e riportarci a oltre 60 anni fa, quando con grande senso di responsabilità e, perchè no, anche un po’ di follia una parte di italiani decisero di ribellarsi al volere tedesco e al potere fantoccio ma altrettanto feroce della Repubblica di Salò. La Resistenza significò la ribellione contro la dittatura, la voglia di un popolo di contare di più, di lasciarsi alle spalle un periodo buio per l’Italia. Ora troppo spesso di questo ci si dimentica: non ci si ricorda più quanto l’esperienza partigiana ancora sia presente nella nostra Costituzione e che proprio lo stato democratico (ancora prima di quello repubblicano) è la conseguenza di questa lotta. Credo che importanti siano state le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha sottolineato come tutti, anche i giovani che non hanno vissuto il periodo del fascismo e della II Guerra Mondiale, “devono contribuire a tenere viva la memoria”.
Non dimentichiamoci che fu anche una guerra civile, italiani contro italiani, ragazzi contro ragazzi. Non dobbiamo pensare che fu una cosa semplice e che questo scontro interno non abbia portato problemi anche successivi alla fine della guerra.
Anche in Trentino la guerra partigiana ha avuto luogo con i suoi scontri e le sue vittime. L’episodio legato alla Resistenza trentina più famoso è quello di Malga Zonta, ancora oggi al centro di discussioni storiche.
La lotta di Liberazione però non riguardò solo i partigiani: anche forze dell’ordine (come il caso di Salvo D’Acquisto, carabiniere morto durante ) e dell’esercito (pensiamo a Roma) ebbero un ruolo fondamentale per la sconfitta dei nazisti. Molti di loro vennero condannati, altri videro i campi di concentramento e di sterminio. Pensiamo ai soldati italiani della Brigata Aqui a Cefalonia che vennero sterminati dai tedeschi nel settembre del 1943 a seguito dell’armistizio firmato dall’Italia con gli Alleati. Anche queste furono forme di resistenza e di ribellione al potere nazista.
Dopo 63 anni dobbiamo ricordare noi, generazioni che non hanno conosciuto la guerra, il significato di questo giorno e pensare che non è solo un giorno per andare in vacanza. Ancora oggi esistono formazioni politiche che vedono il 25 aprile come un giorno negativo, poco onorevole… Alcuni addirittura hanno il coraggio di definirla una vergogna italiana… Anche contro queste idee, questo revisionismo, dobbiamo ricordare, che non vuol dire non analizzare e capire gli errori della parte vincitrice ma riuscire a distinguere gli occupanti e gli oppressori con chi ha dato la vita per la nostra libertà di pensiero, di espressione, di parola e di voto.
Oggi in molti sono pronti a salire sul carro dei “liberatori” (vedi Alemanno che per questioni elettorali ha presenziato alle celebrazioni a Roma) quando invece hanno sostenuto tesi e idee opposte e ora si alleano con Ciarrapico, la Mussolini e altri camerati che non sembrano proprio dei “pentiti”… E poi questo sarà il primo 25 aprile senza in Parlamento quei partiti politici che fanno della lotta partigiana il loro dna, oltre a quello della nostra carta costituzionale. Sarà probabilmente ancora più difficile così dare contro i revisionismi di cui siamo vittima… Sarà nostro compito, anche per questo, ricostruire una sinistra credibile e realmente presente che non sia, come ha detto Zipponi (esponente del PRC e ex sindacalista Fiom), solo un area culturale e di discussione ma che sia di azione e di valori reali e che si rispecchino poi sulle azioni del partito. Ma già qui stiamo andando su un altro discorso… Questo è il momento della memoria, del ricordo…
Per ulteriori informazioni e notizie di carattere storico cosultare il sito dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).